sabato 18 maggio 2024

Il nuovo sito di TroppaTrippa

Inizialmente lanciato nel 2008 il sito TroppaTrippa.com si è rifatto il trucco per riproporsi al proprio pubblico in una veste nuova, che porta con sé una navigazione più fluida ed intuitiva, una velocità di caricamento migliorata ed un’esperienza ottimizzata. La grafica è moderna ed accattivante, pensata per coinvolgere e continuare ad affascinare con un design visivamente piacevole e funzionale. Il cambiamento principale è però il consolidamento di tutti i contenuti raccolti in questi sedici anni di onorata carriera: nel giro di qualche mese su TroppaTrippa.com troverete sia gli articoli storici del sito originale sia le notizie fresche e dinamiche di questo blog, in un’unica fonte di informazioni ricca e diversificata.


CI SIAMO TRASFERITI



QUESTO È L'ULTIMO ARTICOLO DEL BLOG DI TROPPATRIPPA.COM. I NUOVI ARTICOLI APPARIRANNO DIRETTAMENTE SU www.troppatrippa.com

sabato 30 aprile 2022

Trippa di razza



La razza della mucca nella trippa fa la differenza? È ancora tutto da dimostrare, ma intanto ho avuto il piacere di assaggiare una confezione di "Trippa delle vacche rosse" in barattolo. La storia dell'antica razza Reggiana, la "vacca rossa" appunto, si perde nei secoli: introdotta nella pianura padana dai Longobardi, era presente nelle stalle della contessa Matilde di Canossa e dei monaci benedettini, impiegata sia per trainare aratri e carri, sia per fornire il latte necessario alla produzione dei primi formaggi di grandi dimensioni. È solo però grazie allo spirito di iniziativa della famiglia Catellani - e del loro progetto di valorizzazione sfociato nella costituzione dell'Associazione Nazionale Allevatori bovini di razza Reggiana - che questa razza autoctona del Nord Italia, considerata la "mamma" del parmigiano reggiano, non è andata definitivamente estinta. I centotrentamila capi degli anni cinquanta nel giro di tre decenni erano infatti diminuti a poco meno di mille, essendo state le vacche rosse progressivamente sostituite da razze bovine estere con una maggiore resa di latte. Oggi l'azienda Antica Corte delle Vacche Rosse - a marchio "I sapori delle vacche rosse" - oltre allo storico e pregiato formaggio fatto solamente con latte di Reggiana e stagionato per un minimo di ventiquattro mesi, propone un ampio catalogo di prodotti a chilometro zero: da una ricca linea di latticini e formaggi freschi - ovvero yogurt naturale o alla frutta, panne cotte e creme di formaggio, caciotte anche aromatizzate, stracchino, mozzarelle, burro e ricotta - a passate di pomodoro, confetture di prugne, giardiniere con le proprie verdure, ragù di carne ed ovviamente la "Trippa delle vacche rosse".



La "Trippa delle vacche rosse" lascia favorevolemente impressionati fin dal primo assaggio, con una valutazione complessiva assolutamente positiva. Viene realizzata con maestria e passione e non ci sono dubbi: i pochi ingredienti naturali della ricetta si distinguono facilmente tutti al palato (sedano, carota, cipolla, passata di pomodoro). Non ci troviamo di fronte ad un prodotto industriale, questo è chiaro fin da subito. In particolare la trippa sembra essere stata mantecata al momento - con il burro anche questo di latte di vacca rossa (se dovesse essere necessario precisarlo) - e risulta ben cotta, tenera, e per niente gommosa. Insomma gustosa e saporita al punto giusto, tanto da non far rimpiangere una preparazione casalinga (scusa mamma!). Il giudizio finale? "Bona ma poca": mi è bastato il primo assaggio per accorgermi con dispiacere che il vasetto da 290 grammi non sarebbe stato sufficiente a rendere alla "Trippa delle vacche rosse" l'onore che si meriterebbe (cioè a farmi alzare da tavola satollo e soddisfatto): in casi come questi bisogna fare il bis, ed anche il tris.

sabato 19 marzo 2022

Ritorna la Festa di' lampredotto



I ragazzi della dinamica associazione culturale Bang! tornano a proporre il 25 ed il 26 marzo l'ormai tradizionale Festa di' lampredotto e della fiorentinità, una iniziativa che dal 2018 vuole essere il punto di riferimento per tutti gli amanti del lampredotto, della sua storia e della tradizione tutta fiorentina di questo cibo da strada. A partire dalle ore 18 e fino alle ore 23 presso il Circolo della Rondinella del Torrino, sul lungarno Soderini, sarà dunque possibile gustare un menù a tema che include crostone lampredotto cavolo nero e fagioli, lampredotto in zimino, lampredotto all'uccelletto, lampredotto semplice in vaschetta e l'immancabile panino al lampredotto. Il programma prevede anche il venerdì la presentazione in anteprima del Passaporto del lampredotto e stornelli toscani con A. Giobbi, mentre sabato la festa sarà allietata dalla Nuova Pippolese in concerto.

venerdì 18 marzo 2022

Trippa scontata per tutti i babbi



La Tripperia Fiorentina - in occasione della Festa del papà del 19 marzo - offre il 15% di sconto su tutti i prodotti a marchio "San Frediano 1890" che includono trippa alla fiorentina e lampredotto bollito con salsa verde e salsa piccante. Non si tratta delle consuete preparazioni industriali: i piatti pronti sono preparati secondo la migliore tradizione culinaria fiorentina utilizzando solo ingredienti freschi e di qualità, olio extravergine di oliva e senza aggiunta di conservanti, coloranti o aromi. La promozione è valida solo fino alle 23:59 di sabato 19 marzo utilizzando il codice sconto DAD15.

venerdì 11 marzo 2022

La trippa secondo noi


Questo fine settimana (oggi, sabato 12 e domenica 13) ed il prossimo (venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 marzo) il Circolo Arci La Serra con l'Associazione La Serra insieme organizza la seconda edizione della "Sagra della bistecca ...e la trippa secondo noi". L'iniziativa si tiene nel padiglione del Circolo Arci in località La Serra di San Miniato, in provincia di Pisa. La domenica la sagra funzionerà solo a pranzo. Per maggiori dettagli o per prenotazioni basta rivolgersi al 339.1639542.

domenica 21 novembre 2021

Distributore automatico di trippa

Le città giapponesi sono caratterizzate da un numero impressionante di distributori automatici, che si possono trovare letteralmente ad ogni angolo. In tutto il Giappone infatti ce ne sono quasi sei milioni che vendono qualunque cosa: oltre a bevande e snack, negli "jidouhanbaiki" (questo il nome in giapponese) si possono acquistare per esempio anche uova fresche, ombrelli, pasticche di vitamina C, calzini (non bucati, visto che in molti ristoranti ci si toglie le scarpe), verdura di stagione, bicchierini di plastica (singoli, vuoti), cravatte o addirittura carta igienica. Non è affatto dunque una sorpresa che a Tokyo sia stato aperto un piccolo negozio che permette di acquistare trippa e frattaglie bovine ventiquattr'ore su ventiquattro.



Il locale - che si chiama Naizoo ("Frattaglie") - si trova nel quartiere di Ebisu e, curiosamente, viene presentato dall'insegna in inglese come negozio di bellezza e salute in quanto le frattaglie sono ricche di collagene e vengono viste come alimento che promuove la bellezza. Al suo interno, senza alcun commesso, distributori automatici permettono l'acquisto di piatti pronti a base di frattaglie, fra le quali anche la trippa.



Presentata in una confezione che riporta l'icona di uno stomaco (inconfondibile perché... umano), una delle preparazioni di trippa è quella all'aceto, congelata a sessanta gradi sottozero entro quindici ore dalla cottura, e quindi freschissima, ottenuta dal quarto stomaco di mucca di razza Kuroge (Wagyu per intendersi) fatta bollire con ravanelli in un brodo di bonito (tonno bianco) ed aceto di sidro di mele. Per gustarla basta (acquistarla e) scaldare la busta in acqua bollente per una decina di minuti, versarla in una ciotola e condirla con succo di limone ed una spolverata di shichimi (il "peperoncino ai sette sapori", ovvero una delle tradizionali miscele di spezie tipica delle cucina giapponese).

giovedì 18 novembre 2021

La trippa si cuoce anche nel forno a legna

Massimo Balleari e Giuseppe Traverso, dopo aver pubblicato negli anni passati due volumi - "Il forno a legna" edito nel 1999 dalla Sagep e successivamente nel 2004 "L'antica tradizione del forno a legna" per i tipi della San Giorgio Editrice - hanno pensato di realizzare un nuovo testo sull'argomento che approfondisca tutti gli aspetti della costruzione, dell'uso e del mantenimento del forno a legna, arricchito anche da una consistente parte dedicata alle ricette frutto di una continua ricerca sviluppata negli anni, regione per regione. Dopo qualche pagina di storia, nel nuovo volume "Il libro del forno a legna" vengono affrontati gli aspetti tecnici di realizzazione di vari tipi di forni a camera unica nonché la loro gestione con riferimento agli strumenti adatti ed alle caratteristiche dei vari tipi di legna utilizzabili. Il ricettario, infine, oltre a descrivere passo per passo le diverse preparazioni è ricco di suggerimenti e di piccoli segreti ottenuti sia dall'esperienza personale che dal confronto con altri appassionati e professionisti del settore. Fra le ricette proposte, oltre a quella della trippa alla moda di Caen, che tradizionalmente le massaie portano a cuocere dai fornai locali, il libro riporta anche la quella delle trippe al forno:
TRIPPE AL FORNO

Piatto di semplice esecuzione dove gli ingredienti si mettono direttamente in teglia senza rosolatura.

1,5 kg di trippa mista, 1 kg di patate rosse, 250 ml di passata di pomodoro, 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro, 3 cipolle medie, 4 carote, 2 gambi di sedano, 1 etto di parmigiano o pecorino, 1 cucchiaio di pinoli, 2 rametti di maggiorana, 1 bicchiere di olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaio di aceto o succo di limone, sale e pepe q.b., peperoncino a piacere.

Portare a bollore una pentola d'acqua leggermente salata con tre carote, due cipolle, un gambo di sedano e un cucchiaio di aceto o limone e immergervi le trippe intere facendo cuocere per una mezz'ora. Nel frattempo tritare il resto dei sapori, tagliare a tocchi le patate sbucciate e lavate. Scolare la trippa e con un coltello affilato tagliarla a strisce di un centimetro di larghezza. Porre il tutto in una teglia adeguata possibilmente dotata di coperchio aggiungendo la passata, il concentrato stemperato in un mestolo dell'acqua di cottura, la maggiorana e i pinoli. Condire con l'olio e il formaggio. Infornare a 200° per un'oretta, coperta, rigirando ogni tanto poi scoprire e rifinire la cottura a vista sino a che non si formi una crosta colorita.

giovedì 11 novembre 2021

Menudo bollente contro la cassiera



Ennesima notizia di cronaca nella quale la zuppa di trippa alla messicana - ovvero il menudo - è stata usata come arma d'offesa. La polizia di Temple, nello Stato americano del Texas, ha riportato la notizia di un incidente dello scorso 7 novembre in cui una cliente è stata filmata mentre lancia menudo bollente in faccia ad una cassiera all'interno del ristorante messicano locale Sol de Jalisco. Invece di accettare un rimborso o la sostituzione del cibo, inferocita dal fatto che il coperchio di plastica del contenitore si fosse sciolto nella zuppa per l'eccessivo calore, la cliente ha prima aggredito verbalmente la ragazza alla cassa e poi è passata ai fatti lanciandole addosso il menudo. Fortunatamente la zuppa di trippa si era nel frattempo intiepidita, ma le abbondanti spezie utilizzate nella ricetta di questo piatto tipico hanno causato forte irritazione agli occhi ed alle vie respiratorie della vittima. In una dichiarazione pubblicata sulla loro pagina Facebook, i proprietari di Sol de Jalisco hanno dichiarato di essere rimasti scioccati dalle azioni della cliente che è stata interdetta a vita dal locale: "La famiglia Marquez non tollera un simile comportamento".

giovedì 28 ottobre 2021

Trippa a Borgo San Giacomo



In occasione della Festa dei Santi, dopo la messa pomeridiana, l'Oratorio Borgo San Giacomo - situato nell'omonimo comune bresciano in via Ferrari 8 - propone trippa da asporto al modico costo di 5 euro a porzione. La trippa va ordinata prenotandola entro sabato 30 ottobre chiamando direttamente l'oratorio al 331.4664881 oppure la sig.a Luisa al 339.7479553: lunedì 1 novembre sarà poi possibile passare in oratorio a ritirare la trippa dalle ore 17 in poi.

martedì 19 ottobre 2021

Ritorna la cisrà a Dogliani



Martedì 2 novembre si rinnova a Dogliani, in provincia di Cuneo, il tradizionale appuntamento con la Fiera dei Santi e la cisrà, saporita zuppa a base di trippa, ceci e molte verdure autunnali, preparata secondo una ricetta antica (e segreta) tramandata da generazioni. Per trovare le origini della cisrà bisogna infatti risalire indietro nel tempo: si racconta che, in occasione della Fiera dei Santi, i pellegrini e i fedeli che percorrevano a piedi chilometri per partecipare alle funzioni religiose e all’ultimo mercato prima del periodo invernale, potevano rifocillarsi con una tazza calda di questa minestra offerta loro dai membri della Confraternita dei Battuti. Questa tradizione, in uso fin dal 1600, ha dato via via origine a una fiera di livello nazionale che si ripete ogni anno. Spiegano dal Comune di Dogliani:
"Dopo un anno di stop forzato a causa della pandemia, che ci ha costretto a rinunciare alla cisrà, che coinvolgeva un gran numero di cittadini e visitatori, torna il 2 novembre uno degli eventi più attesi in Langa. Abbiamo dialogato con chi da anni cura la preparazione della cisrà e abbiamo deciso insieme che non si poteva rinunciare a questo appuntamento che lega la tradizione e le persone contribuendo a creare senso di comunità. L'evento sarà gestito nel rispetto delle norme sanitarie sia con la distribuzione della cisrà da asporto, che potrà essere consumata a casa, sia in piazza sotto l'antica Ala Mercatale dove - dalle ore 8:30 del mattino fino ad esaurimento - si potrà gustare il fumante piatto accompagnato da un bicchiere di Dogliani Docg. Non mancheranno alcune interessanti proposte culturali per scoprire le bellezze artistiche, architettoniche e le curiosità storiche di Dogliani".
Dal 31 ottobre al 7 novembre poi si celebra la "Settimana gastronomica della cisrà" con possibilità di trovare questo gustoso piatto anche presso questi locali doglianesi: Il verso del ghiottone (tel. 0173.742074), Osteria Battaglino (tel. 0173.742089), Da Aldo (tel. 0173.70588), Enolocanda del tufo (tel. 0173.70692), La locanda del sorriso (tel. 0173.066351), Osteria dei Binelli (tel. 334.7546594), Osteria vineria Il torchio (tel. 366.4365793), Pizzeria ristorante La lanterna (tel. 0173.71261), Trattoria La dolce vite (tel. 380.2443530), Leon d'oro (tel. 333.5202185), Ristorante pizzeria Il faro (tel. 0173.721086), Casarico Connubio (tel. 0173.70168), Caffè della Riviera (tel. 0173.737032), Cafè de la Paix (tel. 0173.216767), Caffè 9.2 (tel. 0173.743536), Gli Aristopiatti (tel. 0173.70719, solo asporto), Gastronomia macelleria Doglianese (tel. 0173.742548, solo asporto).

lunedì 11 ottobre 2021

Moncalieri non si ferma



Non si fermano le iniziative gastronomiche a Moncalieri. Dopo il pentolone in piazza per la distribuzione della trippa è stata oggi presentata - assieme alla la Fëra dij Subièt e Sua Maestà il Bollito di sabato 16 e domenica 17 ottobre - anche l'edizione autunnale dell'Evento Diffuso Gastronomico Moncalierese, organizzato con il contributo ed il patrocinio del Comune di Moncalieri, grazie alla collaborazione di Pro Loco Moncalieri ed il supporto tecnico dell'Associazione Macellai e delle aziende moncalieresi Tripa 'd Muncalè e Salumificio del Castello. Nel novembre 2020 l'evento fu forse l'unico che potè svolgersi nonostante il lockdown, grazie al suo meccanismo semplice, che permetteva la degustazione con asporto e consegna a domicilio delle specialità che si volevano assaggiare nelle proprie case. Nel giugno e luglio ultimi scorsi si ripetè l’iniziativa con ricette dei cibi tipici moncalieresi in versione estiva, presso ristoranti, pizzerie e bistrò con stuzzicanti aperitivi all'aperto. Ora, con la nuova versione autunnale - programmata nei tre fine-settimana del 16/17, 23/24 e 30/31 ottobre - i ventuno locali aderenti presenteranno le loro ricette appositamente studiate per far risaltare le eccellenze gastronomiche moncalieresi: la trippa, il salame di trippa, il cavolfiore, ed il lardo di Moncalieri. I locali che partecipano a questa edizione dell'Evento Diffuso Gastronomico Moncalierese, tutti situati in Moncalieri (Torino), sono i seguenti: Al borgo antico (tel. 011.644455), Cà Mentin (tel. 011.19642969), Cà Mia ristorante Casa Albano (tel. 011.6472808), I mascalzoni (tel. 011.7608951), La solita solfa (tel. 011.6474493), La taverna di Frà Fiusch (tel. 011.8608224), L'elefante (tel. 011.6813220), L'Oragiusta (tel. 011.6408546), Lo Spago (tel. 011.6403275), pizzeria d'asporto 9-3/4 (tel. 011.6470213), osteria e gastronomia La cadrega (tel. 011.19764794), pizzeria Cavour (tel. 011.644004), pizzeria da Ferruccio (tel. 011.6065908), pizzeria Vesuvio (tel. 011.6404364), Prima e poi (tel. 011.2766435), Primo piano Gasthaus (tel. 339.8222337), ristorante Al 48 (tel. 011.6056810), Salsarossa (tel. 011.6062335), Tosa Restaurant House (tel. 011.6473385), trattoria Cravette (tel. 011.641694) e trattoria pizzeria Ponte Vecchio (tel. 011.642673).

sabato 2 ottobre 2021

Sir Lampredotto



C'è Messer Lampredotto e Sir Lampredotto: il primo è un ristorante a Prato dal nome che è tutto un programma e che ancora devo visitare, l'altro invece è un piatto del ristorante torinese Touberi, locale caratterizzato da un menù (estivo) tutto a base di patate al forno, condite con gusto e fantasia. Trovandomi in zona per partecipare alla Fiera Nazionale della Trippa di Moncalieri, non potevo farmi sfuggire l'occasione di mangiare lampredotto anche decisamente fuori casa, abbastanza meravigliato di averlo trovato così lontano dai confini tradizionali. Ho quindi ordinato il "Sir Lampredotto", una patata "con lampredotto toscano dop e salsa verde fiorentina". L'abbinamento di lampredotto e patate è un classico, anche se la patata qui la fa da protagonista. La salsa verde aveva il pregio di pendere anche sul piccante, il che non guasta mai.



Dopo il breve escursus tra i sapori familiari ho chiuso infine volentieri con qualcosa di locale, ovvero tre mini-cannoli guarniti con salsa al barolo chinato e ripieni di crema di ricotta al bunet (il budino con amaretti tipico della pasticceria piemontese). Ed il tutto senza spendere una follia: lampredotto, birra e dolce, venti euro tondi tondi.

lunedì 27 settembre 2021

Domenica appuntamento a Moncalieri



Il sindaco Paolo Montagna, e l'assessore al commercio e alle fiere Angelo Ferrero hanno presentato oggi ufficialmente nella Sala dei Matrimoni del Comune di Moncalieri la manifestazione "Il pentolone della Fiera Nazionale della Trippa di Moncalieri" edizione 2021. La Fiera è un appuntamento molto atteso dalla popolazione ed è un evento istituzionalizzato che si colloca ogni anno il primo fine settimana di ottobre nel panorama fieristico autunnale della città alle porte di Torino. Quest'anno lo fa con un'edizione che punta dritto al cuore della Fiera e rende protagonista assoluto il pentolone, famoso per contenere quintali di trippa cucinata fin dalle prime ore dell'alba e poi distribuita a chi ne desidera assaggiare la bontà. La kermesse ha un valore importante per la cittadinanza e la sua organizzazione rappresenta una delle sinergie che si compiono a Moncalieri tra istituzioni, realtà territoriali ed eccellenze gastronomiche. Questa nuova e particolare edizione della Fiera si svolgerà questa domenica, 3 ottobre, nell'area del Palaexpo con il patrocinio ed un contributo economico dell'Amministrazione comunale.



Il programma prevede: (ore 11:30) cerimonia di inaugurazione del pentolone della Fiera Nazionale della Trippa di Moncalieri, alla presenza delle istituzioni civili e militari; (ore 12) assaggio della trippa da parte della Confraternita dla Tripa e delle istituzioni civili; (ore 12:30) distribuzione della trippa alla cittadinanza. L'evento proseguirà fino ad esaurimento della trippa nel pentolone. Quest'anno mancheranno le tradizionali bancarelle di contorno ma sono stati predisposti tavoli e panche per degustarla anche seduti in loco. Parte della trippa verrà data in beneficenza al Banco Alimentare, associazione che - attraverso la sua rete di assistenza - distribusce i pasti ricevuti a persone in difficoltà.

sabato 18 settembre 2021

Perfetto anche per chi cambia idea

Il "don" o "donburi", che in giapponese significa letteralmente "scodella", è un piatto tipico della cucina del Sol Levante, costituito ingredienti lasciati bollire insieme e serviti sul riso. Si tratta di un piatto veloce da preparare e molto sostanzioso, che dispone di molte varianti. Una di queste varianti - un'altra delle graditissime fusion a base di trippa - è il "lampredotto don" ovvero una generosa ciotola di riso accompagnato dalla tipica frittata giapponese ed abbinata appunto al lampredotto di casa.



"Un viaggio di sapori vicini e lontani" avverte Toshi, il titolare del ristorante Ieie in borgo Pinti. Situato nel cuore di Firenze, nel quartiere di Sant'Ambrogio, Ieie è uno dei posti ancora autentici per chi ama la cucina giapponese più casalinga ed offre sushi, sashimi e (almeno da cinque anni a questa parte) il lampredotto.



Proprio di fronte a Ieie si trova la trattoria Accadì, stessa gestione ed una esperienza più che ventennale, che in questo periodo di distanziamento sociale mette a disposizione i propri locali per ospitare i clienti di Ieie. Una situazione perfetta anche per chi dovesse cambiare idea all'ultimo momento, visto che il menù della trattoria è invece tipicamente fiorentino e propone, tra le altre cose, trippa alla fiorentina, trippa ai fagioli, spingendosi fino agli spaghetti al lampredotto.





Il "lampredotto don" non ha deluso le aspettative, facendomi viaggiare dal familiare gusto del lampredotto bollito a quello leggermente dolciastro della frittata giapponese, con ginger marinato in salamoia a far virare decisamente il sapore del piatto sull'esotico.

lunedì 12 luglio 2021

Una copia del primo Troppa Trippa su eBay



Una copia originale del primo volume "Troppa Trippa", esaurito da anni, è apparsa oggi in vendita su eBay Italia. Il volume, come riporta la scheda, è in "condizioni molto buone, tracce d'uso e del tempo" ed è in vendita al prezzo di 9,99 Euro (più 4,99 Euro di spedizione postale). Ormai introvabile, nelle sue quasi duecento pagine contiene la storia dei trippai dall'antichità ad oggi, tantissime ricette, curiosità sulla trippa, notizie sulle confraternite italiane e straniere per la promozione della trippa nel mondo, la trippa nella poesia, nella letteratura e nei fumetti, modi di dire e proverbi sulla trippa e molto altro ancora.

sabato 12 giugno 2021

Compleanno a tutta trippa



Cosa c'è di meglio che festeggiare il proprio compleanno con un bel piatto di trippa? Se il piatto in questione però si chiama "Trippa per la Stella" attenzione: è facile montarsi la testa e pensare che sia stato appositamente preparato per celebrare la star della giornata, il sottoscritto per l'appunto. Il gustoso tegamino di trippa al sugo viene proposto dall'osteria Ribeo situata in via Bonifacio Lupi, una traversa di via San Gallo a Firenze. Nel suo menù, che si articola su piatti realizzati con molta attenzione ai particolari, la trippa per la Stella è il vero cavallo di battaglia, una ricetta la cui preparazione unisce la qualità delle materie prime all'innovazione che caratterizza la storia dei Tancredi, famiglia di macellai fiorentini che da sempre mantengono viva la tradizione toscana delle frattaglie. Festeggiando in famiglia nell'accogliente giardinetto appartato, anch'io - con un buon bicchiere di rosso toscano - ho voluto dunque assaggiare questa specialità: servita in una pentolina individuale e dunque piacevole agli occhi fin da subito, la trippa non ha affatto deluso le aspettative rivelandosi anche al palato tanto delicata quanto deliziosa. Ma perché "della Stella"? La domanda era d'obbligo, e la gentile padrona di casa, Beatrice, ha subito spiegato: si tratta di una ricetta appositamente studiata per un'amica che non osava assaggiare la trippa, sicura che non le sarebbe piaciuta. Partendo dalla classica trippa alla fiorentina, i miglioramenti apportati alla ricetta di Ribeo sono risultati più che validi tanto da deliziare la destinataria di questa preparazione e guadagnarsi un posto ufficiale sul menù. Una storia a lieto fine dunque, e ci piace pensare che dopo avere assaggiato questa versione, Stella non abbia più smesso di mangiare trippa.

sabato 5 giugno 2021

Ocio, arriva il lampred'ocho!



Non prendete appuntamenti per questo fine settimana perché domenica 6 giugno al ristorante Il Chiringuito dei Renai - la vera anima (dello Stato Libero) del Parco dei Renai con la sua accogliente terrazza vista lago - si festeggia il Lampredotto Day. In questa occasione lo chef Gabriele Andreoni - ovviamente istigato da Marco Giangrasso - propone nel pomeriggio (dalle ore 16:30 fino ad esaurimento) una merenda col classico panino al lampredotto, ribattezzato per l'occasione "panino del re", ed il non convenzionale "Firenze + Spilinga" (panino al lampredotto alla 'nduja con cipolla fresca di Tropea). La sera poi nel ristorante (dalle 19:30 in poi) possibilità di gustare "gli speciali" ovvero la "lamprelasagna" con sfoglie di pasta fresca intercalate da lampredotto in zimino di bietole e l'inedito "lampred'ocho" ovvero un taco di lampredotto alla piastra in una croccante cialda di farina di mais con mela verde, cavolo viola, cipollotto arrostito e salsa verde.

giovedì 27 maggio 2021

Ad ognuno il suo panino



A fare da contraltare al panino al lampredotto fiorentino, l'osteria pizzeria Spartaco di Roma, accanto alla tradizionale trippa alla romana presentata con tutti i crismi, propone anche un'originale trippa nel panozzo, ovvero trippa alla romana ma servita in "uno scrigno di pane croccante e goloso": una appassionante e riuscitissima fusion tra uno dei piatti principe della Capitale ed la tipica specialità campana di Gragnano. Ad ognuno il suo panino!

sabato 1 maggio 2021

Il panino preferito da Dante, dicono



È in programma per oggi a pranzo presso il ristorante Saint Julivert di Brooklyn il nuovo appuntamento di Table of Content, una associazione artistica di New York che usa il cibo come punto di ingresso per avvicinarsi a libri, musica, arte e cultura. Al centro dell'evento quello che viene presentato scherzosamente come "il panino preferito di Dante Alighieri", quello al lampredotto, che però vede in questa versione americana carne di agnello al posto della trippa, vista l'irreperibilità di abomaso a New York. Ispirato dal panino al lampredotto che lo chef Evan Hanczor - il fondatore di Table of Contents - ha assaggiato da Nerbone al Mercato Centrale di Firenze qualche anno fa mentre si trovava in Italia per Expo Milano 2015, il "lamb-predotto" (gioco di parole inglese, dove "lamb" significa "agnello") è prenotabile al prezzo di quindici dollari.