venerdì 13 febbraio 2009

Una sfida all’ultimo mestolo

Segnalo per lunedì 16 febbraio 2009 una serata a base di trippa e frattaglie. Riporto qui l'articolo "Una sfida all’ultimo mestolo tra frattaglie e coratelle" apparso sul portale InToscana.it con tutti i dettagli di questa cena:
A Firenze, due trattorie si cimentano in una serie di sfide gastronomiche all’insegna della tradizione. L’osteria I riffaioli deve il suo nome al ponte alle Riffe nei pressi del quale si trova. Diverse fonti raccontano come la strettezza della carreggiata del ponte sia stata all’origine di accese discussioni per questioni di precedenza tra i carri che dovevano attraversare il torrente Mugnone e si servivano di questa via di collegamento. Da qui, le riffe (in toscano: "discussioni") e l’appellativo riffaioli ai protagonisti delle dispute. Non è una caso che proprio l’osteria I riffaioli, da qualche tempo organizzi, alcune sfide culinarie con un altro caratteristico ristorante fiorentino: i’ Conte Diladdarno. Così l’oste de I riffaioli - detto Mangiafoco - e i’Conte Diladdarno deliziano il palato dei loro avventori mettendo in scena una vera e propria battaglia in cucina, alternandosi nelle sedi dei loro locali. Lunedì 16 febbraio (ore 20.30), è la volta dell’osteria I riffaioli (via ponte alle Riffe, angolo via Boccaccio, Firenze), con una puntata della disfida dedicata esclusivamente a frattaglie, quinto quarto e coratelle di vario tipo, ossia, viscere, interiora, e scarti di tagli “nobili” di carne, che diventano materia prima per piatti popolari e gustosissimi. Della categoria fanno parte i filoni, le animelle e poi il fegato, i rognoni, il cuore, la trippa, ma anche la lingua, la testina, gli zampetti. Nella famiglia delle frattaglie, anche la testina di vitello, utilizzata in genere nei lessi misti. Il piedino vanta una sua laboriosa preparazione in gelatina e fa parte dei famosi quanto gustosi “nervetti”. Ingredienti che la cucina fiorentina utilizza da generazioni per la preparazione di alcuni dei suoi piatti più celebri, come testimonia la tradizione della trippa al sugo e del lampredotto o il patè a base di fegatini utilizzato per i classici crostini alla toscana.

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