mercoledì 6 novembre 2019

Menudo! (Ma anche no)



La notizia che la catena di fast food americana Taco Bell, specializzata in piatti di ispirazione tex-mex, abbia aggiunto per il solo mese di novembre nel suo menù anche il menudo, la popolare zuppa di trippa alla messicana, è subito andata virale mettendo subito in allerta i ricercatori di Politifact, il progetto non-profit che si occupa di verificare la veridicità di quanto giri in Rete. Immediata ed inequivocabile la sentenza: si tratta di una "fake news", una bufala (e non stiamo parlando di mozzarella).

lunedì 4 novembre 2019

Il panino al langotto

Ben vengano le contaminazioni gastronomiche se la "fusion" avviene tra il panino al lampredotto ed i tradizionali sapori della Langa piemontese. L'occasione per gustare l'innovativo "panino al langotto" (simpatico neologismo ottenuto combinando "langa" e "lampredotto") è stata offerta dai ragazzi della Macelleria Doglianese, che è anche salumeria e gastronomia, in occasione della Fiera dei Santi di Dogliani del 2 novembre. Una volta entrati in possesso del lampredotto - di fatto sconosciuto in questa regione - lo hanno fatto bollire in un ricco brodo insaporito dal tripudio di verdure solitamente usate nella preparazione della cisrà per proporlo poi "alla fiorentina", ovvero nel panino (servito volendo con un po' di piccante, ma rigorosamente bagnato nel brodo di cottura), sebbene con interessanti concessioni appunto ai sapori locali, nella fattispecie quelli dei condimenti più famosi come il bagnetto verde e la bagna càuda.





Ricetta nata nel XIX secolo alla corte di re Carlo Alberto per insaporire la carne, il "bagnet verd" - oggi uno dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.) - è una tipica salsa piemontese a base di prezzemolo, aglio e acciughe sotto sale, che si accompagna tipicamente al bollito. Il "panino al langotto con bagnet verd" ha dunque regalato sensazioni simili a quelle conosciute ed apprezzate nel panino fiorentino originale, visto che già dal primo morso ha riportato subito alla mente il sapore della più tradizionale salsa verde.



Ben differente è risultato invece al palato l'assaggio dell'indovinato "panino al langotto con la bagna càuda". Salsa tipica autunnale che si racconta venisse preparata per ricompensare i vendemmiatori del lavoro prestato, e quindi "di stagione", la bagna càuda è una preparazione che si ottiene con un trito di aglio e acciughe dissalate e diliscate, il tutto fatto sciogliere a fuoco lento in olio extravergine d'oliva. A dispetto degli ingredienti per così dire "forti", la bagna càuda ha impreziosito questo insolito panino al lampredotto esaltandone il gusto a tutto tondo che ha decretato a pieno il successo dell'esperimento.



Allestito nel cortile sul retro del negozio, il "banchino del trippaio" doglianese ha riscosso notevole successo ed un alto indice di gradimento per la saporita novità, complice anche il prestigio della Macelleria Doglianese, già rinomata per le sue preparazioni gastronomiche come la trippa in umido doglianese, la finanziera di frattaglie, e ovviamente la cisrà.

domenica 3 novembre 2019

Una bella ciotola di trippa calda

Sabato 2 novembre ennesima, gloriosa tappa del "Tour de tripe"® con sosta doverosa stavolta in quel di Dogliani, in provincia di Cuneo, dove ogni anno si celebra la Fiera dei Santi con l'attesa distribuzione della cisrà. La preparazione di questa zuppa a base di trippa e "cisi" (ceci rotti tradizionalmente rimasti invenduti) è cominciata già dal giorno precedente, con numerosissimi volontari di tutte le associazioni locali (Pro loco Dogliani, Pro loco Castello, Protezione Civile, Alpini, Bersaglieri, Cacciatori, Rugbisti, Centro dei mussulmani, Volontari 118, Vigili del Fuoco, Volontari San Giuseppe, e Dogliani Eventi) che si sono avvicendati prima nella pulizia e preparazione delle verdure, quindi - fin dalle primissime ore del mattino - nell'incessante mescolare la cisrà cucinata in ventidue pentoloni da centocinquanta litri (circa duecento porzioni di trippa ciascuno se non ricordo male).











La coda di coloro che volevano acquistare la cisrà si è formata già dalle prime ore del mattino - alle sette e mezzo vi erano almeno un paio di dozzine di persone in attesa - chi con la pentola a pressione di casa o altri contenitori adatti all'asporto, chi invece pronto ad assaporare una ciotola fumante all'interno della tensostruttura eretta nella piazza dietro la chiesa della Confraternita dei Battuti. La distribuzione è proseguita tutta la mattina fino ad esaurimento e la zuppa di trippa, preparata secondo l'antica ricetta che solo le cuoche locali conoscono, ha ancora una volta degnamente rappresentato la tradizionale accoglienza doglianese.



Si narra infatti che a partire dal Seicento a Dogliani i membri della Confraternita dei Battuti offrissero una ciotola fumante di cisrà a chi, stanco ed affaticato, giungeva alla Fiera dei Santi dopo aver percorso a piedi lunghissime distanze per partecipare alle funzioni religiose ed all'ultimo mercato prima della stagione invernale.



Dopo essermi gustato anch'io una ciotola di cisrà - accompagnata ovviamente da un bicchiere di vino Dogliani Doc - ho visitato in anteprima la chiesa della Confraternita, edificio sacro in barocco piemontese, sede dei confratelli e foresteria nella quale ha avuto origine la tradizione della distribuzione di trippa ricordata ogni 2 novembre.







C'è comunque ancora tempo per gustare la cisrà: fino al 10 novembre infatti la saporita zuppa viene offerta nelle osterie, locande, trattorie e ristoranti di Dogliani appaiata a menù che propongono piatti legati alla tradizione autunnale di Langa.