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sabato 18 settembre 2021

Perfetto anche per chi cambia idea

Il "don" o "donburi", che in giapponese significa letteralmente "scodella", è un piatto tipico della cucina del Sol Levante, costituito ingredienti lasciati bollire insieme e serviti sul riso. Si tratta di un piatto veloce da preparare e molto sostanzioso, che dispone di molte varianti. Una di queste varianti - un'altra delle graditissime fusion a base di trippa - è il "lampredotto don" ovvero una generosa ciotola di riso accompagnato dalla tipica frittata giapponese ed abbinata appunto al lampredotto di casa.



"Un viaggio di sapori vicini e lontani" avverte Toshi, il titolare del ristorante Ieie in borgo Pinti. Situato nel cuore di Firenze, nel quartiere di Sant'Ambrogio, Ieie è uno dei posti ancora autentici per chi ama la cucina giapponese più casalinga ed offre sushi, sashimi e (almeno da cinque anni a questa parte) il lampredotto.



Proprio di fronte a Ieie si trova la trattoria Accadì, stessa gestione ed una esperienza più che ventennale, che in questo periodo di distanziamento sociale mette a disposizione i propri locali per ospitare i clienti di Ieie. Una situazione perfetta anche per chi dovesse cambiare idea all'ultimo momento, visto che il menù della trattoria è invece tipicamente fiorentino e propone, tra le altre cose, trippa alla fiorentina, trippa ai fagioli, spingendosi fino agli spaghetti al lampredotto.





Il "lampredotto don" non ha deluso le aspettative, facendomi viaggiare dal familiare gusto del lampredotto bollito a quello leggermente dolciastro della frittata giapponese, con ginger marinato in salamoia a far virare decisamente il sapore del piatto sull'esotico.

sabato 12 giugno 2021

Compleanno a tutta trippa



Cosa c'è di meglio che festeggiare il proprio compleanno con un bel piatto di trippa? Se il piatto in questione però si chiama "Trippa per la Stella" attenzione: è facile montarsi la testa e pensare che sia stato appositamente preparato per celebrare la star della giornata, il sottoscritto per l'appunto. Il gustoso tegamino di trippa al sugo viene proposto dall'osteria Ribeo situata in via Bonifacio Lupi, una traversa di via San Gallo a Firenze. Nel suo menù, che si articola su piatti realizzati con molta attenzione ai particolari, la trippa per la Stella è il vero cavallo di battaglia, una ricetta la cui preparazione unisce la qualità delle materie prime all'innovazione che caratterizza la storia dei Tancredi, famiglia di macellai fiorentini che da sempre mantengono viva la tradizione toscana delle frattaglie. Festeggiando in famiglia nell'accogliente giardinetto appartato, anch'io - con un buon bicchiere di rosso toscano - ho voluto dunque assaggiare questa specialità: servita in una pentolina individuale e dunque piacevole agli occhi fin da subito, la trippa non ha affatto deluso le aspettative rivelandosi anche al palato tanto delicata quanto deliziosa. Ma perché "della Stella"? La domanda era d'obbligo, e la gentile padrona di casa, Beatrice, ha subito spiegato: si tratta di una ricetta appositamente studiata per un'amica che non osava assaggiare la trippa, sicura che non le sarebbe piaciuta. Partendo dalla classica trippa alla fiorentina, i miglioramenti apportati alla ricetta di Ribeo sono risultati più che validi tanto da deliziare la destinataria di questa preparazione e guadagnarsi un posto ufficiale sul menù. Una storia a lieto fine dunque, e ci piace pensare che dopo avere assaggiato questa versione, Stella non abbia più smesso di mangiare trippa.

sabato 5 giugno 2021

Ocio, arriva il lampred'ocho!



Non prendete appuntamenti per questo fine settimana perché domenica 6 giugno al ristorante Il Chiringuito dei Renai - la vera anima (dello Stato Libero) del Parco dei Renai con la sua accogliente terrazza vista lago - si festeggia il Lampredotto Day. In questa occasione lo chef Gabriele Andreoni - ovviamente istigato da Marco Giangrasso - propone nel pomeriggio (dalle ore 16:30 fino ad esaurimento) una merenda col classico panino al lampredotto, ribattezzato per l'occasione "panino del re", ed il non convenzionale "Firenze + Spilinga" (panino al lampredotto alla 'nduja con cipolla fresca di Tropea). La sera poi nel ristorante (dalle 19:30 in poi) possibilità di gustare "gli speciali" ovvero la "lamprelasagna" con sfoglie di pasta fresca intercalate da lampredotto in zimino di bietole e l'inedito "lampred'ocho" ovvero un taco di lampredotto alla piastra in una croccante cialda di farina di mais con mela verde, cavolo viola, cipollotto arrostito e salsa verde.

giovedì 27 maggio 2021

Ad ognuno il suo panino



A fare da contraltare al panino al lampredotto fiorentino, l'osteria pizzeria Spartaco di Roma, accanto alla tradizionale trippa alla romana presentata con tutti i crismi, propone anche un'originale trippa nel panozzo, ovvero trippa alla romana ma servita in "uno scrigno di pane croccante e goloso": una appassionante e riuscitissima fusion tra uno dei piatti principe della Capitale ed la tipica specialità campana di Gragnano. Ad ognuno il suo panino!

sabato 30 gennaio 2021

Presentazione da Burde

Presentazione oggi a pranzo alla fiaschetteria caffè Burde di Firenze del Quaderno "Trippa & pasta - Le ricette" di Leonardo Romanelli. L'evento conviviale - inserito nel calendario delle degustazioni promosse dalla trattoria fiorentina - ha deliziato gli intervenuti con un menù a base di trippa ed altre frattaglie studiato dello chef Paolo Gori, oste di quarta generazione, assieme a Leonardo Romanelli, cronista del gusto: baccalà mantecato e lampredotto, zuppa di trippe e cardi, paccheri con inzimino di lampredotto (ricetta tratta dal quaderno "Trippa & pasta"), lingua in dolce e forte, e per finire roventini dolci.







L'abbinamento nei calici - presentato da Andrea Gori (uno tra i venti sommelier al mondo più influenti sul web) e da Filippo Volpi (responsabile delle vendite per l'Italia dei Marchesi Mazzei) - si è articolato sul Vermentino di Toscana IGT 2019 "Belguardo" assieme all'inaspettato assaggio dell'ultima versione perfezionata del Vermentino "Codice V", sul Maremma Toscana Rosso Doc 2017 "Tirrenico", sul cavallo di battaglia Mazzei il Chianti Classico Docg 2018 "Fonterutoli" ed in chiusura sul Nero d'Avola Sicilia Noto Rosso Doc 2017 "DoppioZeta". Tutti gli intervenuti hanno ricevuto una copia autografata del quaderno "Trippa & pasta - Le ricette".

martedì 15 settembre 2020

Lampredotto nel varesotto



Domenica 20 settembre dalle 18:30 il Camaleonte Bar di Busto Arsizio, in provincia di Varese, organizza il "Lampredotto Day", una serata dedicata alla Toscana: dalle sei e mezzo del pomeriggio fino alle undici e mezzo di sera sarà possibile gustare il panino al lampredotto preparato da Luca Farina del chiosco I' baracchino che dal 2012 si adopera per far conoscere e diffondere in Lombardia prelibatezze quali il lampredotto e la trippa, simboli del cibo di strada toscano. La prenotazione è consigliata (tel. 351.5440154).

venerdì 7 agosto 2020

Chi ha vitella in tavola non mangia cipolla

Quando uno pensa all'insalata di trippa, tre sono gli abbinamenti che vengono subito in mente: cipolla, sedano e carote. Ma non sempre c'è bisogno di cipolla, anzi maestro è chi riesce a preparare un piatto gustoso anche senza utilizzarla. Matteo Vita, giovane ristoratore che non ha paura di svincolarsi dagli schemi convenzionali, aggiunge quel tocco di originalità ai piatti della tradizione toscana e fiorentina serviti nel suo ristorante La pentola dell'oro - situato nel cuore di Firenze, in via di Mezzo, all'angolo con via dei Pepi - ed anche la sua proposta estiva di insalata di trippa testimonia la sua creatività. Come dice il proverbio toscano "Chi ha vitella in tavola non mangia cipolla".



Accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso e da schiacciata calda fatta al momento (che ovviamente ho preferito al pane toscano) l'insalata mi è stata servita con gentilezza e professionalità e nonostante l'ambiente sia volutamente familiare, questo non ha giocato alcun ruolo neanche nella presentazione della portata, che agli occhi è stata subito di grande effetto, grazie anche alla spolverata di pepe a bordo piatto. Il punto forte di questa semplice ricetta - trippa cotta alla perfezione, carote, zucchini, sedano, pomodori, tutto tagliato a listerelle - è stato senza dubbio il condimento, una delicatissima emulsione di olio e capperi: una proposta insomma davvero fresca, nella quale il perfetto bilanciamento degli ingredienti di stagione fa sì che il gusto di nessun elemento si imponga sugli altri.



giovedì 11 giugno 2020

Insalata di trippa alla Vecchia Bettola

La temperatura, specialmente dopo i rovesci temporaleschi di questi ultimi giorni, non ha ancora raggiunto livelli da bollino rosso, anzi tutt'altro, direi che la sera un bel golfino è quasi d'obbligo. Ma già si respira aria d'estate (non per niente oggi era l'ultimo giorno di scuola) e così ho voluto cogliere l'occasione per andare a cenare all'aperto. Una volta tanto, passando da piazza Tasso, ho visto che la Vecchia Bettola, una delle tradizionali osterie fiorentine nella zona di San Frediano, proprio al di fuori delle mura cittadine, non era affollata come al solito. Detto, fatto.



Tanto per restare in tema estivo, invece della trippa alla fiorentina ho scelto sul menù l'insalata di trippa, che mi è stata servita con gentilezza e premura dal cameriere mascherato accompagnata solo da un saporito trito di odori (cipolla, sedano e carote) e guarnita da una profumata foglia di basilico. È bastato dunque aggiustare di sale, finire di condire con un po' di olio, per gustarla con del buon pane casalingo ed un bicchiere di vino rosso.



domenica 9 febbraio 2020

Trippa alla romana alle porte di Siena

Domenica 23 febbraio la condotta Slow Food di Siena (tel. 347.2515832) organizza un pranzo conviviale dal tema "La tradizione romana alle porte di Siena" per assaporare la vera cucina della Capitale presentata da un gruppo di appassionati cultori di sapori del passato. L'incontro avverrà alle 12:30 al ristorante La Miniera in strada di Pian del Lago 31 a Siena, locale presso il quale Antonio, Tiziana, Roberta e Manuel propongono una cucina basata su tradizione ed ingredienti di qualità del territorio toscano e di quello laziale.



Il pranzo del 23 febbraio affonda le sue radici nella cucina romano-giudia, ricca di sapori antichi e intensi. Oltre all'immancabile trippa alla romana, il menù - accompagnato da vino Doc Roma Classico Casata Mergè - prevede filetto di baccalà, carciofo alla romana oppure alla Giudia, mezze maniche con sugo di coda, coda alla vaccinara e cicoria ripassata. Si chiude con crostata con ricotta e amarene e ciambelline al vino, caffè ed ammazzacaffè. Il prezzo per i soci di Slow Food è di 33 euro a persona.

giovedì 23 gennaio 2020

Busecca alla milanese

Si, è vero, avevo già degustato trippa a Milano, e per ben due volte. Si può obiettare quindi che questa tappa del mio "Tour de tripe"® in realtà non conti. A mia difesa devo però far notare che mangiare trippa alla fiorentina o ramen giapponese non ha lo stesso valore simbolico del gustarsi un bel piatto di busecca là dove la busecca è nata. Ecco così che la mia cena al rinomato ristorante Al matarel - uno degli ultimi baluardi della cucina meneghina e bottega storica di Milano - ha assunto un significato particolare. Un ritorno alla tradizione, un ritorno a casa.



Il locale, che ha aperto i battenti nel lontano 1962, è stato fin da subito un punto di riferimento di artisti, giornalisti, personalità di spicco e politici (negli anni ottanta è qui che si svolgevano i famosi "pranzi del lunedì" di Bettino Craxi).



La busecca alla milanese che ho avuto il piacere di assaggiare mi è stata servita accompagnata da una soffice polenta gialla, che ben si sposava con la delicatezza dei fagioli, ingredienti che definiscono questa tradizionale ricetta in bianco.



Un piatto davvero ottimo. Non c'è da stupirsi che "Al matarel" sia da più di cinquant'anni la meta gastronomica obbligata di chi voglia provare i sapori autentici di Milano.

martedì 14 gennaio 2020

A saper le lingue

Cammini per le strade di Madrid all'ora di cena, passi davanti al ristorante El Salón de Otoño (Calle de Bustamante, 5, 28045 Madrid) e noti sulla lavagna la parola "guatita". Non la sentivi dal 2011, ma è un attimo che subito riaffiora prepotente alla mente, facendoti fermare sui tuoi passi: "Trippa dell'Ecuador? A Madrid?".



Entro ed il menù del ristorante propone di fatto tutte specialità della nazione latino-americana. Il cuoco viene da lì. Sedersi ed ordinare è tutt'uno. Il mio "Tour de tripe"® si arricchisce di una nuova esperienza. La "guatita" è un capolavoro: una deliziosa preparazione di trippa condita con un sugo a base di burro di arachidi, quasi come fosse un curry, ma dolciastro anzichè essere speziato. A dare la "botta di vita" ci pensa invece una salsa piccante servita a parte che si affianca al piatto presentato ad arte con riso bianco bollito, uova sode, banana platano e pomodori e cipolle a tocchetti. A sapere le lingue!

Trippa alla madrilena

L'ultima volta che sono passato da Madrid con il mio "Tour de tripe"® è stato a luglio del 2017. In quella occasione avevo assaggiato una versione personalizzata della trippa alla moda locale.



Stasera una lunga camminata per le strade della capitale mi ha portato ad incappare nella Esquina del Alcalà (Calle del General Díaz Porlier 1, 28001 Madrid) un locale dall'aspetto senza troppe pretese, anzi quasi scoraggiante, il cui nome posso solo pensare si riferisca alla cittadina di Alcalá de Henares situata ad appena una trentina di chilometri. Entrato con cautela, la signora ai fornelli non ha tradito le aspettative. Dopo aver aperto con l'immancabile frittatona di patate e cipolle come aperitivo, ecco il piatto forte - i "callos a la madrileña" - nella versione tradizionale a base di trippa, zampetto di vitello, salsiccia e sanguinaccio, che troviamo citata anche nel romanzo di Manuel Vázquez Montalbán intitolato "Le ricette di Pepe Carvalho". Cottura perfetta, sapore deciso, sugo ricco e gelatinoso. Evviva la serendipità!

venerdì 29 novembre 2019

Trippa sull'Appennino ligure



Il locale Passocento, inaugurato lo scorso agosto sul valico Centocroci dell'Appennino ligure, organizza per sabato 30 novembre alle 19:30 una serata dedicata alla trippa. Il menù - al costo di 25 euro a persona - include anche tagliatelle al ragù di salsiccia, salumi e torta fritta, dolce della casa, acqua, vino e caffè. È gradita la prenotazione telefonando allo 0187.1858408. Inserita in una cornice naturale bellissima, la località si trova ad un'altitudine di 1055 metri sulla strada statale 523 che congiunge il Comune di Varese Ligure in provincia di La Spezia, con quello di Albareto in provincia di Parma.

Serata della tradizione con trippa



Il ristorante La terra delle tradizioni (via Albert Einstein 23, 20821 Meda, tel. 0362.1581513), capitanato dallo chef Samuele Ferrario, propone per stasera 29 novembre, una serata a tema durante la quale verrà offerta la possibilità di assaporare piatti tipici lombardi fra i quali la trippa, la cassoeula ed il bollito con la salsa verde. La cena sarà allietata da musica dal vivo e karaoke con Tony.

lunedì 25 novembre 2019

Serata con trippa, porri e fagioli



Il Guitar Pub di Genola, in provincia di Cuneo, propone per venerdì 29 novembre alle ore 20, una cena a base di trippa, porri e fagioli "all'insegna della leggerezza" con porzioni da mezzo chilo al prezzo di nove euro. Le prenotazioni sono obbligatorie (tel. 349.4631213).

lunedì 4 marzo 2019

Pici al lampredotto da Trombicche



Domenica 10 marzo Slow Food Siena propone un pranzo all'osteria Da Trombicche, un locale apprezzatissimo che ha saputo rinnovarsi mantenendosi nel solco della tradizione. Nel menù figurano i pici al lampredotto ed in abbinamento verranno serviti vini selezionati per la guida Slow Wine. Il costo del pranzo è di 30 euro. L'osteria Da Trombicche a Siena è un luogo che merita di essere scoperto: da più di trent’anni non è una semplice osteria, ma è un cuore pulsante di vita, di tradizione e di passione.

mercoledì 12 dicembre 2018

Garbata davvero

Per uno come me nato all'ombra del Cupolone, andare a mangiare trippa alla fiorentina in un ristorante toscano aperto a New York quattro anni fa e poi approdato da maggio a Milano, è un po' come uscire dalla porta per rientrare dalla finestra. Ma qui sta il bello. Il mio "Tour de tripe"® non fa differenza quando si tratta di gustare la trippa e mi vede a tavola anche nel capoluogo lombardo, regno incontrastato della busecca. Va subito detto che il nome del locale - Mi garba - già di per sé è un buon inizio, visto che strizza l'occhio all'espressione idiomatica tipicamente toscana che vuol dire "Mi piace". Una volta entrati in questo bistrot meneghino è facile sentirsi a casa, complice "l'atmosfera di rurale eleganza" ricreata dai proprietari che hanno addirittura selezionato mobili e complementi di arredo da aziende artigianali toscane.



E la stessa cura per i dettagli la ritroviamo nel menù che tra le altre svariate proposte - tutte realizzate con ingredienti importati anche questi dalla Toscana - elenca "piatti forti" come pappa al pomodoro, ribollita, zuppa di farro, cinghiale in umido e, in cima a tutto, trippa alla fiorentina. Scelta intenzionale e quindi maggiormente encomiabile quella di dedicare alla trippa il gradino più alto del podio, elevandola a regina del menù. Presentata con garbo (e come aspettarsi altrimenti?) con fogliolina decorativa di alloro e pane tostato, ed accompagnata da un bicchiere di buon rosso di Bolgheri, la trippa alla fiorentina gustata da Mi garba ha mantenuto a pieno la promessa di un delizioso piatto tradizionale promosso a portabandiera della cultura gastronomica toscana in Italia ed oltreoceano.



martedì 23 ottobre 2018

Quattro secoli di cisrà a Dogliani

Da oltre quattro secoli a Dogliani, in provincia di Cuneo, il 2 novembre si ripete la tradizione della cisrà, antichissimo piatto unico, povero ma molto nutriente, a base di trippa, ceci e tante altre verdure del territorio, cotte a fuoco lento per tutta la notte e servite fumanti, a partire dall'alba del giorno dopo, in tradizionali scodelle di ceramica. Un'esperienza unica di sapori e un tuffo in un passato che si può far risalire al 1600 quando i pellegrini che percorrevano le strade di Langa per partecipare alle celebrazioni del giorno dei morti e all'ultimo mercato prima del periodo invernale, potevano rifocillarsi con una calda scodella di minestra servita dai Confratelli dei Battuti che operavano presso la Confraternita del Santissimo Nome di Gesù e del Santo Crocefisso. Questa tradizione, ha dato origine alla Fiera dei Santi, una fiera di livello nazionale che si ripete ogni anno. Per preparare e servire la cisrà gli abitanti di Dogliani si alternano dal primo mattino per rimestare nei pentoloni questa deliziosa zuppa autunnale. Le verdure che compongono questo piatto, sono le eccellenze del gusto che questa terra produce, perché provengono direttamente dagli orti dei produttori del Mercato dei Contadini delle Langhe e tra gli ingredienti, non possono certo mancare i farinosi ceci di Nucetto, le zucche di Piozzo e i porri di Cervere. L'antica ricetta della cisrà è gelosamente custodita dalle massaie doglianesi ed i fortunati visitatori potranno deliziarsi fin dalle prime ore del mattino, gustando la famosa zuppa in fumanti tazze di terracotta.



Questo il programma Fiera dei Santi. Venerdì 2 novembre: dalle ore 8:30 sotto la tensostruttura di piazza Martiri della Libertà la distribuzione della cisrà accompagnata dalle degustazione di Dogliani Docg curata dai produttori delle Bottega del Vino Dogliani Docg. La distribuzione avverrà fino al tardo pomeriggio salvo esaurimento delle scorte. Possibilità di scegliere il menu più ricco composto da cisrà, affettati (salame cotto, salame crudo, pancetta), tuma di Murazzano, torta di nocciole e bunet. Per tutto il giorno, la grande Fiera Commerciale destinata all'ambulantato, con più di trecento espositori che affolleranno la parte bassa del paese, il Borgo. Sotto l’ala mercatale si svolgerà il Mercato dei Contadini delle Langhe e dei produttori agricoli. Alle ore 16:30 visita guidata del docente Claudio Daniele alla Chiesa della Confraternita dei Battuti (monumento nazionale del Barocco Piemontese), presso la quale, dal 1600, ha avuto origine la tradizione di distribuire la cisrà ai pellegrini di Langa. Sabato 3 novembre: dalle ore 21 alle 23 passeggiata gotica notturna a lume di candela dedicata a "Fantasmagorie, mostri e vampiri: le tenebrose notti di Byron, Mary Shelley e John William Polidori". G.B. Schellino nasce lo stesso anno di pubblicazione del "Frankenstein" di Mary Shelley. Sarà un caso? Lo potrete scoprire durante una breve passeggiata con partenza dal Cimitero monumentale di Dogliani nella suggestione notturna del lume di candela. Conduce l'evento Jennifer Radulović, storica e divulgatrice, che racconta un percorso appassionante tra letteratura gotica, storia e scienza, libri stravaganti, fatti impressionanti e scoperte scientifiche spaventose. Organizzata dal Circolo del Gotico in collaborazione con il Comune di Dogliani nell'ambito del progetto il CuNeogotico (quota di partecipazione 10 euro a persona, comprensivi di candela e flambeaux, prenotazione obbligatoria telefonando al 391.7487663). Sabato 10 novembre: dalle ore 20 alle 23 "Itinerario dell'enovago", veglie in alcune delle più prestigiose cantine del territorio degustando cisrà, piatti tipici, sorseggiando Dogliani Docg, al ritmo di coinvolgenti spettacoli: La Fusina (tel. 0173.70488) cisrà, battuta al coltello, flan di zucca con salsa rosa, cotechino con fonduta, controsella di vitella alla salsa di nocciole, bunet, panna cotta; Azienda agricola Romana Carlo (tel. 0173.76315) cisrà, ravioli con crema di zucca e cotto croccante, “sautisa en bagna” con patate e cipolle, crêpes con crema di cioccolato, pere e amaretti; Azienda agricola Zabaldano Marco (tel. 0173.70575) cisrà, tajarin ai tredici rossi d'uovo con funghi porcini, plin ai tre arrosti con ragù di carne di razza piemontese, stracotto di bue al Dogliani Docg con polenta, tiramisù e castagne alla vecchia maniera. Dal 2 all'11 novembre: "Quinto quarto", proposta di piatti legati alla tradizione e all'uso dei tagli poveri nella cucina di Langa presso il ristorante Il Verso del Ghiottone (tel. 0173.742074); "I classici", proposta di tre menù dedicati ai classici della gastronomia piemontese: la cisrà, il bollito e la finanziera presso l'Osteria Battaglino (tel. 0173.742089); "Settimana gastronomica della cisrà" presso i ristoranti: Da Aldo (tel. 0173.70588), 400 Dogliani Trading Post (tel. 0173.70440), Enolocanda del Tufo (tel. 0173.70692), L'Acciuga nel bosco (tel. 0173.70020), La Locanda del sorriso (tel. 0173.066351), Osteria dei Binelli (tel. 0173.70180), Pizzeria ristorante La Lanterna (tel. 0173.71261), Osteria vineria Il torchio (tel. 366.4365793), Trattoria La Dolce Vite (tel. 380.2443530). Anche quest'anno sarà possibile acquistare la scodella realizzata dalle Ceramiche Besio che quest'anno sarà decorata di giallo. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all'Ufficio Turistico di Dogliani (tel. 0173.70210, tel. 0173.742573, tel. 339.7790805).

sabato 19 maggio 2018

Tempo d'estate

L'estate è alle porte e nei ristoranti comincia a fare capolino un più sostanzioso assortimento di piatti freddi. Una di queste gradite sorprese è stata una insalata di trippa con verdurine servita da Melomangio (il nome è tutto un programma), ottimo locale di Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, nato come pizzeria ma che offre sul proprio menù anche piatti da bistrot. L'assaggio è stato dunque d'obbligo.



La generosa porzione di trippa tagliata a listerelle, è stata servita con pomodorini, capperi, olive ed una ricca julienne di zucchini, insalata, cavolo cappuccio viola e sedano. Ad accentuarne l'aspetto estivo, la ricetta prevedeva anche la giusta quantità di striscioline di scorza di limone, che hanno conferito al piatto una piacevole quanto insolita nota di gusto e di profumo.

domenica 13 maggio 2018

LampreDisco al Quinoa di Firenze

Sabato 12 maggio a Firenze, nel cortile dietro la chiesa di Santa Maria Maggiore, a due passi dal duomo, si è tenuta l'edizione inaugurale di LampreDisco, iniziativa che ha coniugato simpaticamente l'esperienza dell'aperitivo tardo-pomeridiano con un buffet che offriva deliziosi panini al lampredotto, il tutto accompagnato da un sottofondo musicale orchestrato dal DJ Marco Fiorucci.



La particolarità di questa iniziativa è quella di essere stata promossa ed ospitata all'interno del Quinoa, il primo ristorante a Firenze con un menù 100% senza glutine (e senza rischi di contaminazione) certificato dall'Associazione Nazionale Celiachia, e comunque articolato anche su sapori della tradizione toscana.



Ed il panino al lampredotto, in un panino fresco senza glutine, era delizioso. Il proprietario del Quinoa, Simone Bernacchioni, assieme al vecchio compagno di classe, il trippaio e chef Alessio Farolfi della Boutique della trippa hanno dunque allestito una simpatica serata all'insegna della trippa e del gluten free con un twist particolare. I vini della Tenuta del Buonamico di Montecarlo, e gli aperitivi preparati al momento, hanno fatto il resto.