lunedì 20 novembre 2017

Sagra delle frattaglie a Fiesole



La Casa del Popolo di Fiesole (Firenze), in via Matteotti 27, organizza a partire da fine mese la Sagra delle frattaglie, articolata su dieci serate (24-25-26 novembre, 1-2-3 dicembre e 7-8-9-10 dicembre). Il menù prevede crostini di fegatini, vol-au-vent alla finanziera (ripieno di cervello, animelle, cuore, rognone, funghi e polpettine), mousse di trippa servita con salsa di yogurt e erba cipollina, timballo della casa con melanzane e ricotta e salsa di lampredotto; tagliolini della Betta con animelle e tartufo, penne strascicate con ragù di cuore e polmone, polenta con rognone, risotto con cervello con cavolo nero e crema di taleggio; lampredotto servito in rosetta e accompagnato da salsa verde e piccante, centopelle "sale & pepe" in umido, fegatelli in rete, fritto misto di frattaglie (cervello, animelle e trippa); patate arrosto, spinaci saltati, fagioli con l'occhio; e per finire cantucci e vinsanto, zuccotto, tiramisù. Il ristorante della sagra apre alle ore 19:30. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi allo 055.5970002.

sabato 18 novembre 2017

Coccolo al lampredotto





Durante la passeggiatina del sabato in centro a Firenze, se vi trovate a passare nei pressi dell'arco di San Pierino, prendete via Matteo Palmieri, verso il Vivoli, e fate una doverosa sosta dalla friggitoria "Il coccolo" che recentemente ha in menù anche un coccolo speciale ripieno di ragù di lampredotto. Il tutto fresco e fritto al momento.



 

mercoledì 15 novembre 2017

martedì 14 novembre 2017

Gelato al lampredotto!



Eccolo qui il gelato al lampredotto, proposto nell'ambito del Funk & Frattaglie Festival tenutosi per la prima volta a Firenze sabato 11 e domenica 12 novembre nella palazzina ex Fabbri del parco delle Cascine. In questa occasione, domenica è stata infatti la volta del concorso tra cuochi di professione dedicato a tradizione ed innovazione, ovvero il "Trofeo Lampredotto" su piatti obbligatoriamente a base di lampredotto o di trippa cucinati secondo i canoni della cucina tradizionale, ed il "Trofeo Lampred'8.0", sfida invece basata sulla nuova interpretazione culinaria delle frattaglie in genere nella quale erano ammessi tutti i supporti sia di preparazione che di servizio e qualsiasi tecnica di cottura. Lo chef Andrea Perini ha deliziato i giudici (il sottoscritto, Leonardo Romanelli, Silvio Tanini, Elena Farinelli, Raffaella Galamini) con un vero e proprio gelato al lampredotto accompagnandolo con pane briosciato, cipolle stufate nel mosto cotto di uva Sangiovese e salsa verde con il prezzemolo riccio. Altri piatti a base di trippa presenti al festival erano il lampredotto trippato, la trippa alla triestina, e i plin piemontesi ripieni di (panino al) lampredotto.

mercoledì 8 novembre 2017

Trippa stufata a Monaco

Ennesima puntata del "Tour de tripe"® che mi ha rivisto ancora in Germania, a Monaco di Baviera. Questa volta la scelta è caduta sul ristorante Wirtshaus Schwalbe (Schwanthalerstraße 149, 80339 München/Westend, tel. 089.23239665) situato nel distretto di Westend, proprio ai confini con l'area nella quale ogni anno si tiene l'Oktoberfest. Lontano dalle luci e dai negozi del centro, in una zona altrimenti residenziale, il locale accoglie con un confortevole ambiente tipico bavarese: colori scuri, panche e tavoli di legno condivisibili con gli altri avventori, e birra locale Augustiner, la migliore a detta di chi a Monaco ci abita.



Ho aperto le danze con uno "Schmalzbrot mit Gurkerl", una fetta di pane con lardo e fettine di cetriolo sottaceto, quindi a seguire il piatto-principe della serata, "Kutteln Geschmort mit Schwammerl und Petersilie", ovvero trippa stufata con funghi e prezzemolo. Il sapore delicato della trippa condita con un sugo leggero trovava il giusto complemento nei funghi ed un gustoso contrasto nelle rondelle di porro scottate che facevano parte del condimento.



Non avendo mai sentito parlare di questa particolare preparazione nelle mie ricerche sulle ricette di trippa tedesche ne convengo che si tratti di un piatto proposto dallo chef Karl Ederer esclusivamente nel suo ristorante, piatto che comunque valeva ampiamente una gita per così dire "fuori porta" lontano dai consueti percorsi turistici.