mercoledì 24 aprile 2019

Callos de la Nena

Il mio "Tour de tripe"® non si è arrestato neanche durante le festività pasquali: da Barcellona a Granada, dopo una settimana in giro per la Spagna, finalmente l'occasione di gustare una nuova preparazione di trippa mi è stata offerta dalla simpatica signora Lola, la proprietaria del gastrobar Al Coimbra (carrer del Governador Gonzáles 6, tel. 977.591583) di Tarragona.



Qui, da più di venti anni, il nutritissimo menù di tapas, propone anche i "callos de la Nena", ovvero una popolare versione di trippa (ogni giorno se ne vendono almeno una dozzina di porzioni) la cui ricetta deve il nome alla cuoca del locale. Gli ingredienti che ci aspetteremmo in una preparazione di trippa spagnola, ovvero il prosciutto ed il tipico salamino piccante chorizo non possono mancare, ma il "twist" viene dato in questo caso da una miscela di spezie arabe, e precisamente marocchine, che dona al piatto un gusto molto esotico e che solo ad un primo superficiale assaggio potrebbe essere frainteso per curry.





Dopo l'esperienza di Madrid, insomma, ecco un'altra deliziosa personalizzazione sul tema del quinto quarto più che degna di essere inserita ai primi posti di una virtuale classifica: gusto unico e deciso, presentazione ottima e - criterio da non sottovalutare - quantità ideale per lasciare il giusto spazio ala sangria ed agli altri stuzzichini che ho ordinato, in un susseguirsi di assaggi uno migliore dell'altro: dalle melanzane fritte con miele di canna agli immancabili peperoncini verdi dolci alla piastra, dalle polpettine di prosciutto ai carciofi fritti, senza dimenticare i taglieri di formaggio manchego e prosciutto iberico.

giovedì 11 aprile 2019

Mangiare trippa riduce l'effetto serra



No, questa volta non si tratta di un pesce d'aprile. Secondo un recente rapporto - pubblicato sulla prestigiosa rivista "Environmental Science and Technology" e riportato da Carbon Brief - il consumo di frattaglie - dalla trippa alla lingua, al fegato, al cervello - potrebbe ridurre le emissioni gassose delle mandrie fino al 14%. Ma andiamo per ordine. Una ricerca condotta dal professor Gang Liu, ricercatore presso la University of Southern Denmark per conto dell'industria delle carni, che ha preso come base di riferimento la Germania (il più grande produttore di carne dell'Unione europea), ha proposto molteplici soluzioni per contenere l'impatto dell'allevamento bovino sull'ambiente. Tra queste: modifiche alla dieta animale, eliminazione degli sprechi alimentari, introduzione di metodi di allevamento più efficienti e... mangiare più frattaglie. L'allevamento di bestiame, non solo bovino, a livello mondiale contribuisce infatti al 15% delle emissioni gassose che causano l'effetto serra. Secondo la ricerca, il modo più efficace per ridurre il problema sarebbe quello ovviamente di mangiare meno carne, ma anche sostituire il consumo di carne ad una dieta ricca di frattaglie avrebbe un effetto profondo sulla quantità di metano rilasciata nell'ambiente, in quanto vedrebbe diminuire il numero degli animali necessari per sostenere una sempre maggiore richiesta alimentare. Se tutte le soluzioni suggerite nella ricerca venissero messe in pratica, l'industria della carne in Germania entro il 2050 potrebbe riuscire a ridurre le proprie emissioni fino al 43% rispetto ai livelli del 2016.

sabato 6 aprile 2019

Pasqua a tutta trippa!



Si avvicina la Pasqua ed in questa occasione abbiamo aperto una pagina speciale ed esclusiva, non raggiungibile dal sito TroppaTrippa.com, nella quale vengono offerti tutti e dieci i Quaderni della collana finora pubblicati a metà prezzo, 5 euro invece di 10, sempre ovviamente con le spese di spedizione incluse. Ma affrettatevi: l'offerta dura solo fino al 21 aprile. Si tratta di un'occasione per completare la propria raccolta dei Quaderni, per acquistare i preferiti da regalare ai propri amici oppure anche per richiederne un quantitativo superiore alle dieci copie da regalare ai propri clienti ad un prezzo ulteriormente scontato. A tutti i lettori di Troppa Trippa, buona Pasqua!

lunedì 1 aprile 2019

Riclassificata la trippa a livello europeo



Da questo lunedì, primo del mese, importantissima novità nel settore alimentare, e non soltanto dal punto di vista della normativa internazionale. Nel corso di una riunione tenutasi a Bruxelles la scorsa settimana, il Garante preposto alle politiche agroalimentari europee, ha attuato alcune importanti modifiche alla "Food Information Regulation” (ovvero al Regolamento UE 1169/11), che hanno interessato tra l'altro anche la catalogazione corrente di alcuni prodotti di lavorazione della macelleria e che entrano in vigore a partire da oggi. La trippa (ad esclusione però del lampredotto) è stata riclassificata come "alimento adatto ai vegetariani" se proveniente da bovini di età inferiore agli otto mesi (identificati con la lettera "V" come attualmente previsto dal Regolamento UE 1308/13) purché allevati all'aperto e nutriti esclusivamente con foraggio erboso di alta qualità proveniente da pascoli sopra i mille metri di altitudine. La nuova etichettatura rimane obbligatoria anche per la trippa preincartata destinata al libero servizio negli esercizi di vendita e nei barroccini dei trippai (art. 2 DM n. 876 del 16/1/2015).