giovedì 5 marzo 2015

Bloccate le importazioni di trippa in Indonesia

La trippa che si mangia in Indonesia è trippa indonesiana. Sembrerebbe un'inutile tautologia, invece il presidente Joko Widodo, al suo ultimo anno in carica, ha recentemente messo al bando tutte le frattaglie provenienti dall'estero, ad esclusione del fegato d'oca. A farne le spese è soprattutto l'Australia, che negli ultimi anni ha registrato una crescita del 170% nell'esportazione di trippa verso l'Indonesia ed ora si vede vietare da Giacarta il libero scambio commerciale. Soltanto alcune organizzazioni governative sono adesso autorizzate ad importare partite di quinto quarto e solo in caso di penuria o sbalzi di prezzo. La maggior parte degli operatori del settore e dell'opinione pubblica non gradisce questo monopolio statale: in Indonesia, dove le frattaglie fanno parte della tradizione gastronomica e vengono consumate dalla maggior parte della popolazione, questa manovra fiscale che punta alla promozione dell'autosufficienza nazionale, rischia di alimentare un mercato nero della trippa (la trippa australiana costa fino al 25% in meno di quella locale). Non si tratta però di una singolare crociata contro le frattaglie straniere (il riso e la soia sono i prossimi alimenti sulla lista del presidente), piuttosto di un tentativo di riportare a galla l'economia indonesiana: il deficit statale pone l'Indonesia fra le cinque economie più fragili del mercato asiatico e questo la rende vulnerabile sia dal punto di vista degli investimenti stranieri (e della fuga di capitale) che da quello dei prestiti internazionali. Russia, Cina ed India sono altre nazioni che ultimamente hanno adottato simili misure restrittive nel campo delle importazioni.

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