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La Regione Lombardia ha varato questa settimana una legge per regolamentare il cibo di strada. Nata dietro la spinta della Lega, per arginare il «fenomeno kebab» ovvero i locali arabi aperti giorno e notte, e combattere così l'affollamento di fronte ai ritrovi etnici, di revisione in revisione questa legge dal vago sapore protezionista si è trasformata di fatto in un provvedimento punitivo che penalizza tutti gli esercenti, sia extracomunitari che italiani. Non solo dunque "kebaberie" ma anche gelaterie, pizzerie d'asporto, rosticcerie e rivendite di piadine che dovranno chiudere tassativamente entro le una del mattino, fornire solo posate e bicchieri usa e getta, ed assicurarsi che i clienti non consumino quanto acquistato sui marciapiedi nelle adiacenze del locale, pena sanzioni fino a tremila Euro. Una legge che potrebbe costituire un pericoloso precedente, se adottata in Toscana, per i nostri trippai onnipresenti con i loro banchini nelle strade di Firenze. Le proteste non si sono fatte aspettare ed a mezzogiorno si è tenuta oggi una manifestazione in via Borsieri a Milano, alla presenza di centinaia di partecipanti, fotografi, giornalisti e politici, mentre c'è già chi vuole istituire la ricorrenza della
Giornata del Cibo di Strada da celebrarsi ogni anno il 23 aprile.
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