venerdì 2 dicembre 2022

Lezione online sul quinto quarto



Cristian Borchi, del ristorante locanda Antica Porta di Levante, è un cuoco attivista ben consapevole del suo fondamentale ruolo di educatore e del grande tesoro che arriva dalla sapienza contadina. E non si stanca di interpretare, rinnovare, diffondere. Nella sua lezione online "Il quinto quarto, la gastronomia contadina" di lunedì 12 dicembre - inserita nel ciclo di incontri online "In cucina con Slow Food" - Cristian parla del consumo di carne ragionato, degli allevamenti rispettosi. E del fatto che l'animale non è fatto di solo petto, lombate e filetti. Se guardiamo alla nostra immensa tradizione gastronomica, e alla saggezza contadina, troviamo davvero tante proposte per valorizzare quei tagli considerati meno nobili. Cristian Borchi insegnerà a fare il lampredotto e altre preparazioni della tradizione toscana. La lezione è in programma alle ore 18 ad un costo a persona di 20 euro con prenotazione obbligatoria entro il 5 dicembre. Qualche giorno prima della lezione online i partecipanti riceveranno tramite e-mail il link per seguire la diretta e la dispensa, che comprende diversi approfondimenti rispetto al tema principale del corso, oltre ad alcune informazioni indispensabili per la perfetta esecuzione della ricetta, come la lista degli ingredienti e le attrezzature necessarie. Inoltre ad ogni partecipante verrà spedito un kit che contiene due confezioni di pasta, due lattine di acqua ed il taccuino rosso di Slow Food.

lunedì 24 ottobre 2022

Giornata mondiale dedicata alla trippa



Ricorre oggi, come ogni 24 ottobre, il World Tripe Day, ovvero la Giornata mondiale della trippa. La ricorrenza si aggancia al 24 ottobre del 1662 giorno in cui Samuel Pepys - funzionario statale inglese passato alla storia per aver meticolosamente registrato per quasi dieci anni nel suo diario la vita quotidiana della Londra del XVII secolo - scrisse di aver cenato con un "eccellente piatto di trippa".

venerdì 21 ottobre 2022

Concorso nazionale spagnolo di trippa



Il Comune spagnolo di Lena e l'agenzia di eventi gastronomici Gustatio organizzano la prima edizione del concorso nazionale "La callada por respuesta", sponsorizzato dall'azienda di carne asturiana Trasacar. L'obiettivo degli organizzatori è quello di promuovere la tradizione della trippa, divulgarne la storia, pubblicizzare le diverse possibilità di realizzazione, nonché contribuire a rivitalizzare il settore dell'ospitalità locale in un momento particolarmente difficile. Il concorso è aperto alle strutture ristorative di tutto il Paese che si affronteranno per realizzare il miglior piatto di trippa in Spagna. Questi i requisiti per partecipare al concorso: la trippa dovrà essere di vitello, di maiale o anche di entrambi i tipi. La ricetta potrà avvalersi anche di altre parti dell'animale, come ad esempio zampetti di maiale, chorizo o altre frattaglie. Non potranno però essere usate patate, ceci o altri ingredienti che predominino sul sapore del piatto, mentre sono ammesse verdure, erbe aromatiche e spezie. Le dimensioni della trippa non contano (sono ammessi pezzi grandi, o di medie dimensioni o anche trippa tagliata finemente). Una leggera piccantezza, non eccessiva, è gradita. Il "Concurso Nacional de Callos de Lena" richiede che ciascun partecipante proponga - in giorni prestabiliti dal 14 novembre al 15 dicembre - un menù composto da un antipasto, dal piatto di trippa in concorso, e da un dolce ad un prezzo che può variare tra i venti ed i quaranta euro, vino incluso. Ciascuna struttura ristorativa riceverà la visita di uno o due critici gastronomici, chef o giornalisti specializzati (che si identificheranno solo al termine del pasto) i quali valuteranno la trippa assegnando un punteggio a presentazione, profumo, rapporto trippa-brodo, consistenza gelatinosa, cottura. La finale del concorso si terrà il 17 gennaio 2023 a Pola de Lena. La migliore ricetta riceverà un premio di 1500 euro ed ampio riconoscimento a livello mediatico. Al secondo e terzo miglior piatto verrà assegnato un diploma. Allo stesso modo sarà riconosciuto il miglior piatto nel Comune di Lena e fuori dalla regione delle Asturie.

mercoledì 12 ottobre 2022

Il lampredotto sul Sesto Cajo Baccelli



È uscita l'edizione 2023 del tanto atteso "Sesto Cajo Baccelli". Da quasi un secolo e mezzo questa guida dell'agricoltore di ampia tiratura offre ai lettori consigli agricoli, fasi lunari, previsioni del tempo, rime ed altro. Dopo il mio articolo sulla trippa, apparso nell'edizione del 2005, ho continuato a contribuire ogni anno a questo popolarissimo almanacco-lunario annuale della cultura contadina con articoli vari, pubblicandone quest'anno uno sul lampredotto. Giunto al 146° anno di pubblicazione il "Sesto Cajo Baccelli", pubblicato per i tipi delle Edizioni Ofiria, è disponibile in tutte le edicole e librerie della Toscana.

martedì 11 ottobre 2022

Cena a tema con trippa e frattaglie



Dopo quasi due anni dall'ultima cena a tema, l'osteria Da mi pa' di Gragnano - un vecchio casolare ristrutturato, circondato da olivi e vigneti sulle colline lucchesi - propone per venerdì 21 ottobre una serata dedicata alle frattaglie. Il menù prevede trippa fritta con pappa al pomodoro, lingua con salsa verde, vol-au-vent alla finanziera (cervello, animelle, rognone), zuppa di centopelli con verza e cannelini, risotto al biroldo (tipico sanguinaccio insaccato locale), picchiante (polmone di vitella) con patate novelle, mousse di yogurt con salsa all'arancia. La cena - che avrà inizio alle ore 20:30 - sarà accompagnata dai vini della Tenuta Adamo, che dal 2020 produce nel rispetto delle tradizioni locali concentrandosi sulla coltivazione e valorizzazione di vitigni autoctoni tipici come Canaiolo, Colorino, Moscato d'Amburgo, Trebbiano e Malvasia. Il prezzo di questa cena a tema è di 35 euro a persona ed è gradita la prenotazione.

sabato 1 ottobre 2022

La patata trippona

Di trippa dentro una patata non ce ne sta tanta, ma nonostante questo mi sono lasciato tentare dalla "patata trippona", una specialità offerta da La patata tira, uno dei tanti stand presenti alla Fiera Nazionale della trippa in programma oggi e domani a Moncalieri, alle porte di Torino.



Questo stand di cibo da strada vende esclusivamente "jacket potatoes" (letteralmente "patate con la giacca") che non sono altro che patate cotte al forno intere, buccia e tutto, e poi aperte a metà e condite con ingredienti vari. Nelle versioni tradizionali (americane) questi vanno dal semplice burro e sale, a pancetta, formaggio Cheddar e panna acida. Nella proposta "fusion" qui di Moncalieri la patata è stata condita con trippa in umido e scaglie di pecorino. Il risultato è stato veramente soddisfacente visto che la patata di per sé già si sposa benissimo con trippa e formaggio.

domenica 25 settembre 2022

Trippa piccante in poesia

Nella sezione della trippa nella letteratura su TroppaTrippa.com ho pubblicato l'articolo "Cow Tripe", che presenta un libro di poesia nel quale l'autrice ci propone una ricetta americana di trippa in versi.

martedì 13 settembre 2022

Appuntamento i primi di ottobre a Moncalieri



Una delle più amate fiere autunnali, la Fiera Nazionale della Trippa, torna sabato 1 e domenica 2 ottobre al Pala Expo (ex Foro Boario) di Moncalieri, alle porte di Torino. Un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della trippa.

mercoledì 7 settembre 2022

Porto e la sua trippa

Porto è una delle città intimamente collegate alla trippa, come Firenze, Moncalieri e Catanzaro per restare in Italia, o Caen e Filadelfia per allargarsi all'estero. Le "tripas á moda do Porto" sono un piatto così proprio della cultura del luogo che gli abitanti di Porto (i "portoghesi" veri e propri visto che la nazione deve il proprio nome a questa città) vengono familiarmente chiamati dal resto dei connazionali "tripeiros", ovvero "mangiatori di trippa". Il perché è presto detto: nell'estate del 1415, il condottiero portoghese poi passato alla storia come Enrico il Navigatore partì col padre e coi fratelli alla conquista di Ceuta sulla costa nordafricana, città che aprì al Portogallo grandi possibilità di sviluppo commerciale. Gli abitanti di Porto, secondo la leggenda, si privarono della carne bovina per donarla alla flotta navale della spedizione in partenza per Ceuta, adattandosi a mangiare le frattaglie rimaste. Non è un caso dunque che la scelta gastronomica tradizionale qui a Porto tenga in alta considerazione la trippa, seconda solo al "bacalhau" (merluzzo) e che alle gesta dei "tripeiros" sia stato dedicato addirittura un monumento! È dunque per ricordare il sacrificio dei portoghesi che, trovandomi in Spagna, ho doverosamente voluto allungare il viaggio per visitare la "capital do norte" del Portogallo e gustare questa tradizionale specialità di trippa. L'occasione me l'ha offerta in grande stile il ristorante Abadia do Porto che ho scelto dopo aver attentamente valutato la genuinità del menù.



Situato nella parte storica della città, il ristorante è stato fondato nel 1939 e deve il suo nome all'abbazia della zona nelle quali i pellegrini, in viaggio verso Santiago de Compostela, riposavano alcune ore, dormendo e mangiando qualcosa prima di intraprendere un'altra tappa del lungo cammino religioso. Ho aperto le danze preparandomi le papille con un calice di Porto bianco secco freddo che mi ha subito catapultato spiritualmente nel luogo giusto. A questo ho fatto seguire una scodella di "caldo verde", che è una inusuale zuppa di cavolo nero tagliato sottilissimo resa ancor più gustosa da fettine di "chorizo", il tipico salamino piccante della penisola iberica.



È giunto quindi il momento tanto atteso di avventurarmi nell'assaggio del piatto principe motivo della mia visita. Le "tripas á moda do Porto" mi sono state servite calde dal cameriere su un letto di riso bianco bollito come si deve.





La ricetta tradizionale (e qui mi rifaccio a quella della Confraria gastronómica das Tripas à moda do Porto) prevede tutti ingredienti poveri: dai fagioli cannellini (non di Spagna!) allo stinco di vitello, dalla salsiccia "salpicão" affumicata, al lardo, all'onnipresente salamino chorizo. Il gusto per niente piccante e leggermente affumicato ha contraddistinto nettamente il piatto dalle innumerevoli versioni di trippa e fagioli assaggiate in tutti questi anni.







Per finire - anche se non c'era più spazio - sono rimasto sul tradizionale chiudendo con un "pâo de ló ovar", una via di mezzo tra uno zabaione liquido ed un sufflè tirato fuori dal forno troppo presto, ma anche questo assolutamente delizioso.

lunedì 15 agosto 2022

Per l'uomo che non deve chiedere, mai



Il manifesto di una campagna pubblicitaria per la trippa polacca in barattolo Flaki Zamojskie. Il concetto creativo si prende gioco delle assurdità quotidiane degli "hipster" che abitano le grandi metropoli (e che sono i veri bersagli della promozione, non avendo in genere tempo di cucinarsi da mangiare). Il personaggio chiave della campagna è Stefan, un taglialegna sempliciotto che si trova a dover affrontare situazioni ridicole in giro per la Polonia dettate dalla frenesia della vita moderna.

venerdì 22 luglio 2022

Un trionfo di mentuccia



Questo fine settimana, trovandomi diciamo "per caso" in zona, ho colto al volo l'occasione per recarmi a Velletri dove sapevo si teneva la Sagra della trippa alla romana, quest'anno alla sua settima edizione. Venendo da fuori non è stato facilissimo trovare il palazzetto dello sport presso il quale erano allestiti gli stand, ma qualche giro in più in quella che ritengo sia la periferia di Velletri, non ha fatto altro che aumentare l'appetito.



La manifestazione era davvero popolare, con stand gastronomici di tutti i tipi (ho visto dei maritozzi tanto grandi da fare invidia alle baguette francesi), il palco per le esibizioni e lunghe tavolate collettive. E deliziosa trippa per tutti: un trionfo di pecorino, peperoncino ma soprattutto mentuccia, che ad ogni boccone non lasciava dubbi sull'autenticità della ricetta.



L'occasione per degustare questa specialità, così come altri piatti tipici locali, viene riproposta dall'Associazione culturale di Colle Carciano e delle Corti anche dal 28 al 31 luglio.

giovedì 21 luglio 2022

Il pieno, grazie!



Se vi trovate in viale Nenni - quella specie di superstrada che corre lungo le rotaie della tramvia e collega il quartiere fiorentino dell'Isolotto a Scandicci - trovare il Bar Nenni 39 è un attimo visto che basta fermarsi al distributore Esso. Ma non vi fate ingannare: l'abito, si sa, non fa il monaco ed il Bar Nenni 39, oltre che ad essere dove si paga la benzina, è anche un simpatico posto di ritrovo per la movida della zona o per chi come me ci è andato apposta attraversandosi diametralmente la città. Tutti i giovedì sera al Bar Nenni 39 la proposta è infatti quella di fritto e bollicine ma con una inconsueta specialità, quella del lampredotto fritto.



Alla trippa fritta siamo ormai abituati e magari l'abbiamo già assaggiata tutti (un po' meno se viene proposta come dessert con crema di cioccolato), ma che il lampredotto si potesse anche friggere mi ha davvero colto di sorpresa. E si che sono decenni che scartabello ricette da ogni parte del mondo! Ho dovuto dunque sincerarmene di persona. Emozionatissimo, ho ordinato l'immancabile Spritz (che poi sono diventati due) con un cartoccino di lampredotto e polenta fritta. E sono rimasto piacevolmente sorpreso scoprendo che il lampredotto si presta bene anche ad essere proposto in pastella. Tocchetti piccoli monoporzione, da gustare in un boccone, per niente unti, e sapore riconoscibile anche dopo la friggitura. Che altro dire? La prossima volta faccio il pieno!



mercoledì 20 luglio 2022

Galantina di trippa



Dal 1921, ovvero da ben tre generazioni, la Macelleria Luca Menoni situata all'interno del Mercato di Sant'Ambrogio a Firenze ci racconta una realtà fatta di passione e qualità. La vendita non si limita alla sola carne: dallo storico bancone fanno bella mostra anche preparazioni da cuocere e piatti pronti da gustare (si, anche la trippa alla fiorentina). Con la stagione estiva è ho notato ieri anche una fresca proposta, la trippa in galantina, dall'aspetto tanto rustico quanto accattivante che - ovviamente mi conoscete bene a questo punto - non ho potuto fare a meno di assaggiare.



La trippa era tagliata a piccoli dadini e - da galantina che si rispetti - grazie ad una gelatina casalinga e sincera formava un panetto unico assieme a carote, sedano, pomodoro e l'immancabile fetta di limone. Personalmente l'avrei preferita un po' più saporita, ma è questione di gusti. Se non altro questa galantina di trippa ha procurato al palato un momento di piacevole frescura. E di questi tempi scusate se è poco.



sabato 16 luglio 2022

Trippa e piadina



In provincia di Rimini, la trippa viene servita con la piadina. Ed è così che l'ho gustata stasera, recandomi alla Sagra della trippa e dello strozzaprete, evento che ha ormai festeggiato più di mezzo secolo di storia.



Siamo nel piccolo paese di Monte Colombo, un borgo dominato dal Castello malatestiano del XIV secolo, ai cui piedi la Pro Loco ha allestito una festa coi fiocchi: bancarelle di oggettistica e prodotti locali (fra cui le rinomate patate della vicina Montescudo celebrate con una sagra ad agosto), giochi per i più piccoli, mercatini di beneficenza, stand gastronomici, tavolate lungo ogni vicolo e strada. Ed il pubblico non si è fatto pregare, assiepandosi fin da mezzogiorno per gustare sia la deliziosa trippa al sugo rosso (ne hanno preparati due quintali), sia i tradizionali strozzapreti fatti a mano, ma anche piadine con salsiccia o prosciutto. E ovviamente vino rosso, bianco e birra alla spina.





La sagra della trippa e dello strozzaprete continua anche domani, domenica 17, sempre al fresco e sempre allietata da spettacoli musicali con ingresso gratuito.

mercoledì 13 luglio 2022

Quando a Carrara, trippa alla carrarina

All'elenco di ricette regionali di trippa assaggiate di persona ho aggiunto stasera - e finalmente - la trippa alla carrarina. "Con la trippa e con il vino apriamo le danze del pranzo carrarino!" ricordano lo chef Cristina Salaro e l'oste Emanuele Crudeli che gestiscono La Capinera a Carrara, un locale schietto a pochi chilometri di distanza dal confine che separa la Toscana dalla Liguria.



Ed è proprio quello che ho fatto, tralasciando a malincuore le diverse proposte che rendevano esplicitamente omaggio al rinomato lardo della vicina Colonnata, ed ordinando piuttosto la trippa preparata alla maniera locale (che il lardo lo usa senza necessariamente sbandierarlo). Il piatto è risultato ben bilanciato (anche nella porzione e nel prezzo), saporito quanto basta, realizzato con centopelli e lampredotto tagliati a listerelle, conditi da un sugo leggero, quasi un guazzetto, appena colorato di pomodoro. Accomodatomi ad un tavolo rigorosamente di marmo (siamo ai piedi delle Apuane!), col mio bicchiere di vino rosso della casa ad accompagnare la degustazione, non avrei potuto stare meglio.





Anzi si: la squisita semplicità che ha caratterizzato la trippa l'ho ritrovata poi ordinando la torta di riso fatta in casa, anche questa specialità locale, che - come la fanno qui - ricorda piuttosto un grande budino di riso al forno appena leggermente dolce. Il modo migliore per concludere una serata alla carrarina.